
Il progetto OpenMandriva Linux, distribuzione erede di Mandriva, e ancora prima di Mandrake Linux, una delle prime distribuzioni a fare credere agli utenti di poter davvero usare Linux come un sistema per tutti i giorni, ha raccontato in un recente blog post un’incredibile storia che certifica come, a volte, le community open-source siano specchio della nostra imperfetta società.
Secondo il post pubblicato sul forum del progetto da parte dell’utente AngryPenguin, sviluppatore e manutentore di lunga data di OpenMandriva, tutto è stato innescato da un contributor che si è comportato in maniera abusiva nei confronti di alcuni utenti e membri della distribuzione, spingendoli ad abbandonare il progetto.
In seguito a questo, AngryPenguin ha deciso di escludere dalle chat incriminate il contributor reo dei comportamenti scorretti.
A questo punto, racconta il post, entra in scena Davide Beatrici, sviluppatore principale dell’app di messaggistica istantanea Mumble e amico del contributor escluso, il quale in passato si era reso disponibile a prendere in carico i repository di OpenMandriva sulla sua infrastruttura personale, e che per via di questo possedeva privilegi amministrativi anche sul repository GitHub.
Beatrici (che, come si capisce, è italiano), secondo AngryPenguin ha a questo punto tentato di sabotare il progetto, eliminando parte di un repository su cui il team di OpenMandriva stava lavorando da quasi un decennio e pubblicando un pacchetto vuoto nel repository Cooker che rendeva obsoleti i pacchetti per gli ambienti desktop Gnome e Cosmic.
Il post di AngryPenguin si chiude con queste affermazioni:
We are writing this to be transparent with the community and to warn the open source community about Davide Beatrici (known for his work on the Mumble project, among other things) so they don’t repeat our mistakes.
We understand that Davide’s actions were unacceptable and shameful, and that we could have pursued legal action because Davide’s actions constituted a criminal offense, but we have decided not to do so.
We performed a full system audit and, aside from the removed packages, we found no other violations.
Scriviamo questo per essere trasparenti con la comunità e per mettere in guardia la comunità dell’open source riguardo a Davide Beatrici (noto per il suo lavoro sul progetto Mumble, tra le altre cose), affinché non ripetano i nostri errori.
Comprendiamo che le azioni di Davide sono state inaccettabili e vergognose, e che avremmo potuto intraprendere azioni legali perché le sue azioni costituivano un reato, ma abbiamo deciso di non farlo.
Abbiamo effettuato un audit completo del sistema e, a parte i pacchetti rimossi, non abbiamo riscontrato altre violazioni.
Quindi nessuna volontà di procedere per vie legali, nonostante quanto denunciato, almeno sulla carta, abbia decisamente la gravità prevista per questo genere di azioni.
E in tutto questo, Beatrici?
Come racconta BleepingComputer, il presunto sabotatore nega che nelle sue azioni ci fosse la volontà di sabotare il progetto, e attraverso una dichiarazione rilasciata a The Lunduke Journal afferma:
Let me state right away that this was by no means a ‘sabotage.’ I’m not the kind of person to do something like that […] the objective was not to harm the distribution I cared for and contributed to for the past 3 years. I carefully deleted all Cosmic and GNOME repositories from GitHub, the corresponding packages on Cooker (development branch) and pushed a package obsoleting them.
Preciso subito che non si è trattato in alcun modo di un “sabotaggio”. Non sono il tipo di persona che farebbe una cosa del genere […] l’obiettivo non era danneggiare la distribuzione a cui tenevo e per cui ho contribuito negli ultimi 3 anni. Ho cancellato con cura tutti i repository di Cosmic e GNOME da GitHub, i pacchetti corrispondenti su Cooker (il ramo di sviluppo) e ho pushato un pacchetto che li rendeva obsoleti.
Il motivo di questa scelta unilaterale risiede in ragioni a suo dire tecniche, per controbattere azioni intraprese da altri membri del progetto che hanno incasinato il suo lavoro (“messing with my work“).
Il team di OpenMandriva afferma di essere attualmente impegnato nel ripristino dei repository e dei pacchetti eliminati e sta conducendo un audit completo del sistema per determinare eventuali altre modifiche non autorizzate, il quale al momento – e fortunatamente verrebbe da dire – non ha dato altri riscontri.
Questi i fatti sino ad ora, e sono fatti che non vorremmo mai raccontare per come smontano la narrazione che quasi favolosamente accompagna le community open-source viste come posti in cui si collabora per costruire un mondo migliore, un software alla volta.
La realtà, molte (troppe) volte, è un’altra cosa.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















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