Canonical completa la migrazione in Ubuntu 26.10 di tutti i comandi delle Coreutils in Rust

#Canonical completa la migrazione delle #Coreutils di #Ubuntu a #Rust: con Ubuntu 26.10 anche cp, mv e rm abbandonano le versioni GNU. Ed il bello è che la *Rustificazione* del sistema operativo di Canonical è solo all’inizio.

Quando all’inizio dello scorso luglio abbiamo descritto alcuni piccoli intoppi a proposito dell’adozione delle Rust Coreutils in Ubuntu, avevamo scritto a chiare lettere di come questo importante cambiamento non riguardasse semplicemente il rimpiazzo di qualche eseguibile, quanto piuttosto l’avvio di una vera e propria rivoluzione.

Proprio per la portata di questa modifica, in Canonical ci sono andati con i piedi di piombo, tanto da includere sì le Rust Coreutils in Ubuntu 26.04 (ossia l’attuale release Long Term Support), ma escludendo alcuni tra gli eseguibili più critici, vedi cp, mv e rm, che sono rimasti alla versione GNU, scritta in C.

Qualcosa però, nel frattempo, è cambiato.

Come indica la pagina delle note di release per Ubuntu 26.10, la prossima release transitoria dal nome in codice Stonking Stingray, le Coreutils saranno totalmente in Rust:

The default core utilities now run entirely on the Rust-based uutils implementation. The remaining GNU utilities (cp, mv, and rm), previously retained due to compatibility issues, have now been migrated.

Le utility core predefinite ora funzionano interamente sull’implementazione uutils basata su Rust. Le restanti utilità GNU (cp, mv e rm), precedentemente mantenute a causa di problemi di compatibilità, sono ora state migrate.

Questo significa che il lavoro inerente i difetti che segnalavamo in apertura è stato completato.

A dimostrazione di quanto il lavoro su questi temi sia stato incessante, vale la pena segnalare come uno dei principali bug che avevano rallentato l’adozione, precisamente “rust-coreutils cp argument override order removes context“, è stato risolto il 7 luglio, proprio il giorno in cui avevamo pubblicato la notizia.

Per l’utente finale, ossia quanti vorranno testare Ubuntu 26.10, in termini di funzionalità e utilizzo non cambierà nulla: gli eseguibili si chiamano nella stessa maniera e, soprattutto, sarà possibile comunque utilizzare ancora la vecchia versione delle Coreutils, previa installazione del pacchetto coreutils-from-gnu.

Ma la Rustificazione di Ubuntu non finisce qui.

Come racconta It’s FOSS, Canonical è diventata Gold Sponsor della Trifecta Tech Foundation il cui scopo è quello di finanziare lo sviluppo dei software memory-safe.

Il prossimo nella lista dovrebbe essere ntpd-rs, la versione Rust del software utilizzato per mantenere sincronizzato l’orologio di sistema, la cui versione preliminare è già disponibile per i test e, auspicabilmente, sarà inclusa in Ubuntu 27.04.

L’impressione è che non finirà qui.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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4 Comments
Divago

Non me ne intendo di queste cose, ma mi sembra una buona notizia, anche se ho letto in giro diverse critiche, ma a questo punto non so se fondate o solamente per attaccamento verso le Coreutils originali.

Jak

L’unica (che sollevo ogni volta) è il cambio di licenza: la MIT non è virale come la GPL e permette di includere il software nei propri prodotti senza doverne pubblicare il codice.

Un po’ come Windows e PlayStation, che hanno interi pezzi di FreeBSD senza aver fornito nulla al progetto.

A pensar male si fa peccato.

Ma spesso ci si azzecca.

Divago

Adesso mi è più chiaro, grazie 🙂 Se non ricordo male il sistema operativo della PlayStation è una versione di FreeBSD modificata da Sony.

PiegoAngela

Se tanto gli interessava la sicurezza della memoria potevano scegliere una filosofia di linguaggio diversa. Assembly rimane il più sicuro perché sei solo tu a far sbagliare la macchina, a lasciare falle e via discorrendo. Qui è stata riportata la notizia del tizio che ha riscritto xorg in Assembly, dimostrando qualcosa di utile ed efficiente.
La programmazione speculativa per me rimane il vero bug dell’era della ICT.