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Un nuovo toolkit per creare malware Android da una qualsiasi applicazione



Da un anno a questa parte i cybercriminali hanno iniziato a guardare al mobile come nuova spiaggia per rubare informazioni e ottenere illeciti profitti: la proliferazione di dispositivi e la numerosità di applicazioni a disposizione hanno facilitato questo processo. Ieri è comparso nel mercato underground un nuovo toolkit chiamato Dendroid acquistabile per 300$ e che permette di modificare normali applicazioni per Android in malware; la scoperta è stata segnalata nel blog di Symantec e prelude alla comparsa di molte applicazioni contenenti trojan che si connettono a server di controllo gestiti dai criminali tramite un interfaccia web in PHP. Poco tempo fa…
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Un passo nel futuro: OpenCompute datacenter!



In questo articolo di Marco Magarelli intitolato “Faster, Leaner, Smarter, Better Data Centers” (Più veloci, più snelli, più furbi, migliori Data center) vengono sviscerati nel dettaglio quelli che sono i progetti di Facebook a proposito dei nuovi data center. E’ impressionante saggiare come i datacenter si stanno evolvendo, basandosi sul paradigma dell’Open compute, in termini di efficienza e risparmio energetico. Si parte dalla struttura del capannone per arrivare alla costituzione del singolo server, per terminare con la modalità di sviluppo delle applicazioni. Ecco un video (di 30 minuti, in inglese) che mostra perché l’approccio futuristico di OpenCompute è una scelta…
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Red Hat aggiunge il supporto a Microsoft .NET in OpenShift



E’ stata annunciata l’introduzione del supporto a Microsoft .NET all’interno di OpenShift, la PaaS (Platform As A Service) di Red Hat nata per lo sviluppo, l’hosting e la scalabilità delle applicazioni sul cloud. Il supporto a .NET va quindi ad aggiungersi a quello verso altri popolari linguaggi come Python, PHP e Ruby, tutti già a disposizione degli sviluppatori all’interno di OpenShift. Sebbene il supporto al momento venga definito come limitato, all’interno dell’articolo pubblicato da EWEEK, Chris Morgan, direttore tecnico dell’ecosistema dei Partner di OpenShift in Red Hat, dice: “We are working on merging that into OpenShift Origin so it can…
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Un bug in GnuTLS mette a rischio la privacy



La libreria crittografica open source GnuTLS si occupa di fornire le funzionalità di base per SSL e TLS ed è presente su molte distribuzioni Linux tra cui Red Hat, Ubuntu e Debian: un bug scoperto recentemente permette a chi lo sfrutti di aggirare le misure di sicurezza e privacy che la stessa libreria dovrebbe fornire. Siccome la vulnerabilità è presente nel codice dal lontano 2005 non è difficile immaginare che sia stata scoperta e utilizzata da qualcuno o più per intercettare gli scambi di informazioni che SSL e TLS dovevano rendere privati. Il bug è dovuto all’errata verifica dell’autenticità dei certificati X509…
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Godaddy annuncia l’adozione di OpenStack



Dopo IBM, Hewlett-Packard, Dell, Cisco ed Intel anche Godaddy, uno delle più importanti compagnie di webhosting, abbraccia Openstack! Godaddy infatti ha annunciato che supporterà il progetto Openstack (divenendo sponsor) ed offrirà ai propri clienti soluzioni basate sull’ormai popolare ambiente cloud. In questo articolo di Eweek, Mark Collier (chief Operating Officer della OpenStack Foundation), dichiara: “So the embrace of OpenStack is an awesome sign for the project, and we expect their massive scale and contributions to benefit the whole community.” “Quindi l’adozione di OpenStack [da parte di Godaddy, ndr] è un’eccellente segnale per il progetto e ci aspettiamo che il loro…
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Open Source per contrastare un Internet of Things proprietario



La Linux Foundation si è fatta promotrice a dicembre di un progetto chiamato “AllSeen Alliance”: ha preso un framework sviluppato da Qualcomm chiamato AllJoyn e lo ha reso disponibile alla comunità open source dando supporto infrastrutturale e organizzativo. Questo piccolo pezzo di codice C++ compatibile con quasi qualunque sistema operativo e chipset permette di connettere due dispositivi che lo utilizzano, realizzando il primo passo verso l’Internet delle Cose: un futuro ormai prossimo dove i dispositivi intorno in nostro possesso comunicano e si interfacciano continuamente per renderci la vita più semplice. Qual è il freno alla realizzazione di questa visione? Non…
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Comprare un Chromebook per installarci Linux (e non Chrome OS)? Si può fare!



Non c’è dubbio: il nome del momento, in fatto di Computer, o meglio Laptop, o meglio Ultrabook sia Chromebook. Ma che cos’è un Chromebook? E’ un computer portatile che Google, in collaborazione con vari vendor (tra cui HP e Acer) ha creato tenendo presente due aspetti fondamentali: L’orientamento totalmente online del prodotto: i dischi sono di ridottissime dimensioni in quanto lo spazio effettivo lo offre Google (mediante Google Drive) Il basso prezzo: il costo dei modelli base si aggira intorno ai 200 dollari; Il sistema operativo di questi dispositivi è ovviamente Chrome OS, prodotto da Google per Google. Sebbene ai…
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Red Hat introduce il patching del kernel live con Kpatch



Dopo SuSe con kGraft, e KSplice recentemente acquisita da Oracle, anche Red Hat propone alla community open-source Kpatch ovvero un tool che permette la modifica del kernel senza riavvio (dynamic kernel patching). Il codice è disponibilie su GitHub ed è stato licenziato sotto la GPLv2 anche dopo che è stato sviluppato internamente in un team Red Hat. Gli autori lo presentano così: “With respect to granularity, kpatch works at the function level; put simply, old functions are replaced with new ones.” “Rispettando la granularità, kpatch lavora a livello di funzione; per dirla semplicemente, le vecchie funzioni vengono rimpiazzate dalle nuove.” Come funziona quindi?…
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