Il progetto Ghostty lascia GitHub perché lo ritiene inaffidabile e sì, è una notizia importante

Se non avete mai sentito parlare di Ghostty, dovete sapere che è un terminale cross-platform open-source di nuova generazione, creato e manutenuto da uno sviluppatore che si chiama Mitchell Hashimoto. Se poi non avete mai sentito parlare di Hashimoto, dovreste concentrarvi sulla prima parte del cognome, quel “Hashi” è lo stesso che appare in “HashiCorp”, l’azienda madre di Terraform, Vault ed altri prodotti che sono entrati di diritto nel lessico comune del contesto cloud native.

Va detto che Hashimoto ha lasciato HashiCorp nel dicembre del 2023 e, da allora, HashiCorp è stata prima al centro del controverso cambio di licenza che aveva portato la Linux Foundation a creare il fork OpenTOFU e poi acquisita da IBM. Insomma, apres moi, le deluge, verrebbe da dire.

Fatto sta che il buon Hashimoto da allora, tra le altre cose si è dedicato alla sua creatura, Ghostty, e ne parliamo oggi poiché in un lungo post ha raccontato cosa lo ha convinto ad abbandonare GitHub come piattaforma per il codice.

È sempre buona cosa seguire da vicino quelli che sono i movimenti di persone che, oggettivamente, hanno una chiara idea di come funzionano le tecnologie e nel post l’autore racconta di come il suo primo progetto open-source di successo, ossia Vagrant, principalmente per guadagnare visibilità e farsi assumere proprio da GitHub.

Questo per dire che le critiche mosse verso GitHub non contengono del livore gratuito, anzi. Hashimoto ha scritto di aver usato GitHub ininterrottamente per 18 anni, tanto da esserne l’utente 1299, uno dei primi, e questo post a quanto pare proprio non lo voleva scrivere:

Lately, I’ve been very publicly critical of GitHub. I’ve been mean about it. I’ve been angry about it. I’ve hurt people’s feelings. I’ve been lashing out. Because GitHub is failing me, every single day, and it is personal. It is irrationally personal. I love GitHub more than a person should love a thing, and I’m mad at it. I’m sorry about the hurt feelings to the people working on it.

Ultimamente sono stato molto critico pubblicamente verso GitHub. Sono stato cattivo, arrabbiato. Ho ferito i sentimenti delle persone. Ho reagito in modo sprezzante. Perché GitHub mi delude, ogni singolo giorno, ed è una questione personale. Irrazionalmente personale. Io amo GitHub più di quanto una persona dovrebbe amare una cosa, e sono arrabbiato con lui. Mi dispiace per i sentimenti feriti verso le persone che ci lavorano.

Ma quando è troppo, ha spiegato, è troppo:

I’ve felt this way for a long time, but for the past month I’ve kept a journal where I put an “X” next to every date where a GitHub outage has negatively impacted my ability to work2. Almost every day has an X. On the day I am writing this post, I’ve been unable to do any PR review for ~2 hours because there is a GitHub Actions outage3. This is no longer a place for serious work if it just blocks you out for hours per day, every day.

Provo questa sensazione da molto tempo, ma nell’ultimo mese ho tenuto un diario in cui metto una “X” accanto a ogni data in cui un’interruzione di GitHub ha avuto un impatto negativo sulla mia capacità di lavorare. Quasi ogni giorno ha una X. Il giorno in cui sto scrivendo questo post, non sono stato in grado di fare alcuna revisione delle pull request per circa 2 ore a causa di un’interruzione di GitHub Actions. Questo non è più un posto adatto per un lavoro serio, se ti blocca per ore al giorno, ogni giorno.

Quindi la sintesi è: qualità del servizio pessima, ed inevitabile, seppur sofferto, cambiamento.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il grosso disservizio che ha colpito la piattaforma il 27 aprile 2026, ma la decisione era in cantiere da tempo.

Il motivo per cui questa è una notizia di un certo rilievo ormai si sarà capito: l’autorevolezza del protagonista, insieme all’evidenza dei disservizi rappresentano certamente un brutto colpo per GitHub in termini di pubblicità. Lungi dal dire che la reputazione è rovinata, ma Hashimoto non è il primo che evidenzia i limiti di quella che a tutti gli effetti è la piattaforma dove risiede la maggioranza del codice mondiale, ricorderete come anche il progetto Gentoo stesse valutando di migrare i propri mirror da GitHub, in quel caso perché la forzatura dell’utilizzo di Copilot era diventata insopportabile.

Se ci sia anche la componente “invasività di Copilot” dentro alla scelta di Ghostty o magari azioni poco chiare come la decisione di farsi pagare per i Runner delle GitHub Actions Self-hosted che avevamo raccontato a dicembre, non è dato di saperlo, ma di sicuro abbandonare GitHub per i grandi progetti non è più considerato un anatema.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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