• Cacciatori di bug all’erta: Kubernetes annuncia il programma di bug bounty!
    Pubblicato in

    Cacciatori di bug all’erta: Kubernetes annuncia il programma di bug bounty!

    Non molto tempo fa abbiamo tenuto sul blog un confronto tra i compensi che GitLab e GitHub danno agli utenti che scovano bug nei loro prodotti. Bene, oggi, se siete utilizzatori di Kubernetes e vi piace scoprire e segnalare i bug vi farà piacere sapere come anche il sistema di orchestrazione di container più famoso del mondo ha istituito un programma di bug bounty. La ricompensa per quanti saranno in grado di scovare e provare anomalie in generale sul sistema Kubernetes andrà dai duecento dollari (per bug low severity) fino a diecimila dollari (per bug critical), mentre scenderà dai cento…

  • RedHat: problemi con i driver grafici Intel
    Pubblicato in

    RedHat: problemi con i driver grafici Intel

    2 risposte

    Da qualche giorno si continua ad investigare il problema della CVE-2019-14615 che, a causa di un mancato controllo di strutture da parte dell’hardware grafico Intel, potrebbe permettere ad un attaccante di leggere diverse informazioni sul sistema. Nonostante questo problema affligga solo la schede Intel di tipo Gen7, Gen7.5 e Gen9 (che comunque sono molto diffuse), e che la stessa vulnerabilità pare essere abbastanza critica, al momento il contenuto di quella CVE continua ad essere marcato come privato. Red Hat, però, ha un portale per i bug (bugzilla) aperto a tutti e ne è presente uno aperto proprio riguardante quella CVE…

  • Linux in auto: Tesla sceglie Coreboot
    Pubblicato in

    Linux in auto: Tesla sceglie Coreboot

    4 risposte

    Non è un mistero che, ormai da qualche anno, i produttori di automobili si affidino a Linux come sistema operativo di bordo. Alcuni preferiscono affidarsi a distribuzioni “generiche” come Ubuntu, mentre altri si sono affidati ad una distribuzione dedicata allo scopo come per esempio Automotive Grade Linux, sponsorizzata dalla Linux Foundation, attualmente utilizzata da Toyota e Subaru. Tesla era tra le compagnie che si affidava ad Ubuntu, che poi aveva rimaneggiato per riuscire ad utilizzare l’ultimo kernel disponibile. All’inizio di quest’anno, a sorpresa, su GitHub è comparso un corposo repository dedicato a Coreboot. Il nuovo codice (quello in aggiunta al…

  • Le ragioni della rimozione da parte di Red Hat del Docker Container Runtime in funzione di Podman sono solo tecniche?
    Pubblicato in

    Le ragioni della rimozione da parte di Red Hat del Docker Container Runtime in funzione di Podman sono solo tecniche?

    11 risposte

    Il tema di questo articolo non è nuovissimo, ma è interessante raccogliere pareri autorevoli di persone che legittimamente si pongono domande in merito all’acquisizione di Red Hat da parte di IBM. Ci siamo chiesti da sempre perché mai IBM avrebbe dovuto comprare Red Hat per 34 miliardi di dollari per lasciare l’azienda esattamente com’era, interrogandoci sulla più grossa acquisizione nella storia dell’informatica e sulle cifre che l’hanno contraddistinta. Leggere oggi delle perplessità di Jack Wallen di TechRepublic in merito alla rimozione del supporto alla Docker Container Runtime da parte di Red Hat ci fa capire come, quantomeno, non siamo gli…

  • Ecco perché Container, Kubernetes e microservizi non sono sempre la soluzione adatta ad ogni esigenza, il caso di Istio
    Pubblicato in

    Ecco perché Container, Kubernetes e microservizi non sono sempre la soluzione adatta ad ogni esigenza, il caso di Istio

    3 risposte

    Si fa un gran parlare, e certamente noi di MMUL contribuiamo, di come l’universo dei microservizi stia conquistando (o abbia già conquistato) l’ambito delle applicazioni web e non solo. Certamente c’è tanto di vero, ma allo stesso tempo è bene sottolineare come questo tipo di approccio non sia la panacea di tutti i mali. Insomma, utilizzare Kubernetes non è sempre indicato a prescindere. Lo racconta con molta chiarezza Christian Posta, che è CTO di solo.io un’azienda che, manco a dirlo, si occupa principalmente di offrire soluzioni in ambito Kubernetes e microservizi. In questo suo articolo Posta mette le cose in…

  • Laptop con Linux: arriva Kubuntu Focus
    Pubblicato in

    Laptop con Linux: arriva Kubuntu Focus

    2 risposte

    Abbiamo sempre prestato particolare attenzione alle aziende che si impegnavano a fornire computer con un’alternativa a Windows: System76, Purism, Dell e Tuxedo Computers. Il 2020 si apre con una new entry: Kubuntu Focus. Annunciato lo scorso dicembre, Kubuntu Focus è il risultato dell’unione delle forze di The Kubuntu Council, Tuxedo Computers e MindShareManagement. Con la benedizione di Canonical, questa settimana sono partiti i pre-ordini di questo laptop, il primo brandizzato Kubuntu. La filosofia di Kubuntu Focus è semplice: power ot of the box. Con un motto simile, è facile anche indovinare il target: sviluppatori, gamer, video/foto editor, persone che hanno…

  • Tuxedo Computers si accorda con Manjaro Linux (ed anticipa l’alternativa a Dell XPS)
    Pubblicato in

    Tuxedo Computers si accorda con Manjaro Linux (ed anticipa l’alternativa a Dell XPS)

    Una risposta

    Oramai ci sono diverse aziende che propongono desktop e laptop con il nostro amato sistema operativo preinstallato. Dalle più famose, quali Dell, fino a chi punta sull’apertura totale come Purism, abbiamo diverse strade percorribili per acquistare un dispositivo già pronto al -nostro- uso. Ma se quello a cui puntiamo è un dispositivo Linux che sia pensato da noi, in ogni singolo dettaglio, pochi player rimangono in campo. Uno di questi è Tuxedo Computers che non solo offre dispositivi per un’ampia gamma d’uso (si va da portatili più o meno carrozzati, fino a desktop dalle notevoli prestazioni, passando per dispositivi pensati…

  • Come ti rendo obsoleto il reporter con la I.A.
    Pubblicato in

    Come ti rendo obsoleto il reporter con la I.A.

    5 risposte

    Qualche giorno fa, nella Repubblica Cinese, precisamente nella città di Shenzen, un giudice ha emesso una sentenza per una multa ai danni della compagnia di Shanghai Yingxun Technology, colpevole di aver violato il diritto d’autore. La pena pecuniaria ammonta a 1500 yuan cinesi (circa 195 euro) che dovranno essere versati alla società Tencent, multinazionale specializzata in servizi informatici. La compagnia è rea di aver “copincollato” un articolo scritto il 20 Agosto del 2018 da un intelligenza artificiale, Dreamwriter, di proprietà di Tencent. Per i curiosi in grado di leggerlo, l’articolo è questo. È così: in Cina il materiale prodotto dall’…