• OpenZFS rimuove i termini offensivi dal codice
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    OpenZFS rimuove i termini offensivi dal codice

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    No, stavolta non si tratta di pulire il codice dai soliti commenti “simpatici” lasciati da qualche sviluppatore nel corso degli anni ma di una pull request arrivata direttamente da Matthew Ahrens, autore di OpenZFS. La commit riguarda la sostituzione, dove possibile e senza creare danni, del termine “slaves” con “dependents“, anche perché più coerente con quanto già utilizzato nello stesso Kernel Linux per il device-mapper. Pessima idea, specialmente se la richiesta si apre con: The horrible effects of human slavery continue to impact society. The casual use of the term “slave” in computer software is an unnecessary reference to a…

  • Per Linus Torvalds la patch di AWS per la sicurezza delle CPU Intel è oltremodo stupida
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    Per Linus Torvalds la patch di AWS per la sicurezza delle CPU Intel è oltremodo stupida

    Se il vostro fruttivendolo di fiducia, amico da una vita, vi dicesse che una delle patch che avete sviluppato è oltremodo stupida, scrollereste sicuramente le spalle: a ciascuno il suo, pensereste, senza preoccuparvi del giudizio espresso da parte di qualcuno che fa un lavoro totalmente diverso dal vostro. Ed avreste ragione. Ora, provate a pensarvi uno sviluppatore che ha appena implementato una patch e sentir chiamare da qualcuno oltremodo stupida (beyond stupid) la vostra creazione. Scrollereste le spalle come nella situazione descritta sopra? E se quel qualcuno fosse il più famoso (probabilmente) sviluppatore al mondo? È quello che è successo…

  • 32.000 computer Linux nello spazio grazie a SpaceX
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    32.000 computer Linux nello spazio grazie a SpaceX

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    Dopo quanto appreso qualche giorno fa riguardo l’uso di Linux come “motore” per il recente lancio di Falcon9 che ha portato alcuni astronauti della NASA sulla Stazione Spaziale Internazionale, alcuni sbalorditivi numeri ci fanno tornare a parlare di SpaceX, l’azienda di Elon Musk che si occupa di tecnologie spaziali. Settimana scorsa, come oramai succede da alcuni mesi, l’azienda ha lanciato altri 60 satelliti per il progetto Starlink, satelliti la cui funzione sarà quella di fare da “ripetitori” per internet. Questo porta il numero degli stessi intorno ai 480, vicino agli 800 necessari per una copertura media degli Statin Uniti, ed…

  • Ecco come il browser OpenSource Brave inseriva codici di referral nelle URL degli utenti per guadagnare
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    Ecco come il browser OpenSource Brave inseriva codici di referral nelle URL degli utenti per guadagnare

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    Brave è un browser open-source basato su Chromium lanciato nel 2016 dal co-fondatore di Mozilla, Brendan Eich. I punti di forza su cui fa leva Brave sono sicurezza, velocità e privacy; quest’ultimo è infatti il motivo più frequente per il quale viene scelto dai suoi utenti. Integra un ad-blocker, ma è possibile partecipare al programma Brave Rewards che lo disabilita sui siti maggiormente frequentati dagli utenti, facendo guadagnare BAT token, la criptovaluta del progetto Brave. Promesse molto allettanti, ma la realtà pare essere molto diversa. Già lo scorso marzo Brave era stato colto con le mani nel sacco mentre faceva…

  • Linux Mint, derivata di Ubuntu, non userà Snap, il cui store è monopolio di Canonical
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    Linux Mint, derivata di Ubuntu, non userà Snap, il cui store è monopolio di Canonical

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    Linux Mint, la popolarissima distribuzione derivata di Ubuntu, ha da sempre manifestato idee chiare in merito a cosa proporre in termini di distribuzione all’utente finale, senza aver paura di prendere strade in controtendenza rispetto a sua… Madre. Partendo dal desktop di default stesso che viene presentato agli utenti, Cinnamon, si capisce come tutta una serie di presupposti siano diversi: rispetto a GNOME l’approccio è più semplice, funzionale, forse meno innovativo, ma sicuramente più in linea con le aspettative di buona parte dell’utenza. Tutto questo per dire che non stupisce affatto la netta presa di posizione da parte del team di…

  • Un nuovo ransomware per Windows e Linux scritto… in Java
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    Un nuovo ransomware per Windows e Linux scritto… in Java

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    Questo 2020 non smette di sorprenderci, nel bene e nel male. E quello che ha sorpreso i ricercatori di BlackBerry al lavoro insieme agli analisti di KPMG è un nuovo ransomware che funziona in maniera inusuale. Già, perchè negli anni dell’HTML5 e del JavaScript, di Node e Rust, trovare un ransomware che funzioni utilizzando il famoso software di Oracle è quanto mai inusuale. Ma, come ci spiegano i ricercatori nel post sul blog di BlackBerry, in realtà Java difficilmente viene utilizzato come veicolo di attacco, principalmente a causa del fatto che richiede un software runtime (il JRE, Java Runtime Environment)…

  • La prima release di Docker in era Mirantis dice addio a Swarm per concentrarsi su Kubernetes
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    La prima release di Docker in era Mirantis dice addio a Swarm per concentrarsi su Kubernetes

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    Quando lo scorso novembre apparve la notizia dell’acquisto di Docker da parte di Mirantis, tirammo una conclusione chiara: il tempo di OpenStack, almeno per l’azienda californiana che fu pioniera di uno dei primi sistemi di installazione completi per la piattaforma cloud, era finito. Mesi dopo, leggendo l’annuncio della prima release di Docker post acquisizione possiamo tirare un’altra conclusione: il tempo di Swarm, l’orchestrator di container creato da Docker, è finito. Infatti se una cosa appare chiara nell’annuncio è proprio la centralità di Kubernetes (che di fatto è il vincitore della battaglia dei container) all’interno dei progetti aziendali relativi a Mirantis.…

  • PeppermintOS 11 è in fase di sviluppo
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    PeppermintOS 11 è in fase di sviluppo

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    Magari sulla stampa vi è già capitato di sentir parlare di PeppermintOS, e di come pare essere un ottima soluzione per rivitalizzare hardware non proprio recentissimi. Basato su Ubuntu LTS ed un ambiente desktop LXDE personalizzato parecchio per mantenere un look & feel moderno, e con una selezione di software preinstallati minima, sia a livello di occupazione di disco che di uso di CPU e RAM, questa particolare distribuzione è indicata per quei computer non necessariamente “all’ultimo grido” che necessitano di particolare cura nell’uso delle risorse. E pare ci riesca così bene da meritarsi addirittura un articolo su Forbes a…