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I cinque momenti clou del 2018 per Linux e l’OpenSource

Con l’inizio del nuovo anno abbiamo già fatto alcune previsioni in merito a quanto aspettarsi nel 2019 in ambito Linux ed open-source. Ma quali sono stati gli eventi cloud dell’anno appena trascorso?

Steven J. Vaughan-Nichols, di ZDNet, ha stilato l’elenco dei cinque più importanti momenti avvenuti nell’anno appena trascorso. Ripercorriamoli insieme:

  1. Spectre/Meltdown: nella prima parte dell’anno non si è parlato d’altro. Queste falle di sicurezza hanno incuriosito, preoccupato ed infine sono state accettate come inevitabili all’interno di tutti i sistemi (non solo Linux). La prima generazione di CPU esente da questo problema vedrà la luce nel 2019?
  2. IBM acquista Red Hat: un fulmine a ciel sereno che ci ha colpito tutti non tanto per l’evento in se (era presumibile che prima o dopo qualcuno comprasse Red Hat), ma per la portata: 34 miliardi di dollari, il più costoso acquisto della storia del software.
  3. Linus Torvalds si prende un sabbatico e viene inserito il codice di condotta nello sviluppo di Linux: sebbene già rientrato a pieni ranghi tra gli sviluppatori, l’allontanamento del creatore di Linux unito alle discussioni sul codice di condotta ha monopolizzato le notizie per due mesi buoni.
  4. Google (e Microsoft) cominciano a dare nativamente la possibilità di far funzionare Linux sui propri sistemi operativi: non solo le applicazioni, la notizia evidenzia come nel 2018 sia stato data la possibilità di far funzionare in maniera nativa Linux sui Chromebook, in aggiunta a tutti i progressi fatti da Microsoft nell’ambito WSL.
  5. Microsoft compra GitHub e rende open-source il portfolio dei suoi brevetti. Pare inoltre che i movimenti della casa di Redmond non siano ancora finiti, infatti è stato appena annunciato che GitHub permetterà ai propri utenti di avere illimitati progetti privati (parleremo di questo in futuri articoli).

Niente male per un solo anno, le previsioni per il 2019 sono state fatte, ma le sorprese saranno all’ordine del giorno, c’è da scommetterlo!