AMD rivede la licenza del suo software Vivado: gratuito per Windows, ma non per Linux!

Sta facendo molto discutere la scelta dell’azienda produttrice di chip AMD a proposito del cambio di licenza di un suo software, chiamato Vivado, a cui a quanto pare, come racconta It’s FOSS, Linux non sta per nulla simpatico.

Partiamo dall’inizio: che cos’è Vivado? Si tratta di un software con cui si programmano gli FPGA (Field-Programmable Gate Array), dei chip speciali che possono trasformarsi in qualsiasi circuito elettronico su misura. Nella pratica risultano estremamente utili per ingegneri, studenti e maker che vogliono realizzare hardware personalizzato senza dover produrre un chip fisico.

Vivado, che vale la pena ricordare, è un software chiuso e non open-source, fino a poco tempo fa veniva distribuito in un’edizione Standard completamente gratuita che supportava sia Windows che Linux senza distinzioni, ma qualcosa è cambiato.

Con la release 2026.1 AMD ha pubblicato una revisione totale del modello di licenza del prodotto, distribuita come di consueto in questi casi a tier: si parte dal Basic fino all’Enterprise.

Come in passato la versione Basic è gratuita, ma, e qui arriva il bello, solo per Microsoft Windows.

L’annuncio, per usare un eufemismo, non è stato molto apprezzato dalla comunità degli sviluppatori i quali si sono fatti sentire all’interno del Forum di Supporto Adattivo di AMD (AMD Adaptive Support Forum).

In particolare, il moderatore del forum Anatoli Curran si è trovato a dover fronteggiare dapprima l’uso di un linguaggio non troppo cavalleresco da parte degli utenti e poi a suggerire agli utenti Linux di restare sulla vecchia versione 2025.2.

Piccolo particolare: Vivado 2025.2 perderà supporto ufficiale con l’arrivo di Vivado 2026.3.

Per rincarare la dose, Curran ha affermato che il 70% dei clienti usa Windows, senza però rispondere al perché proprio la versione Linux venga messa a pagamento.

Apriti cielo.

Studenti, hobbisti, ricercatori che usano Linux nativo nei flussi di lavoro accademici si sono ritrovati a digerire il fatto di essere cittadini di serie B, senza che peraltro da parte di AMD ci fosse alcuna presa di posizione ufficiale.

Difficile dire se questa vicenda sia assimilabile a molte altre simili viste nel mondo open-source. Siamo di fronte alle pratiche di lock-in o bait-and-switch che attirano gli utenti gratuitamente per poi farli pagare quando non possono più tornare indietro? Ma perché però proprio gli utenti Linux, che peraltro per ammissione stessa degli addetti ai lavori è la piattaforma meno usata?

Misteri delle scelte aziendali, ma rimane tanta amarezza.

Per l’ennesima volta gli utenti Linux vengono poco considerati, e questa non è certo una novità, ma vedere addirittura una discriminazione di questo tipo, con Windows gratis e Linux a pagamento porta decisamente ad un nuovo livello, a cui sinceramente non eravamo preparati.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

Una risposta a “AMD rivede la licenza del suo software Vivado: gratuito per Windows, ma non per Linux!”

  1. Avatar Vorian Atreides

    Non conosco il software né quali siano le alternative ma si meriterebbero che il 30% che non usa Windows migrasse verso la concorrenza

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