TUXEDO OS, distribuzione dell’azienda che produce laptop Linux, lascia Ubuntu per Debian

Ben conosciuta da tutti gli amanti dell’open-source che vogliono laptop ottimizzati per Linux, l’azienda TUXEDO è sempre in evoluzione e, nel tempo, ha dimostrato di non temere i cambiamenti, laddove questi vanno a beneficio dell’utenza. Una dimostrazione pratica l’abbiamo raccontata in chiusura dello scorso anno, a proposito della dismissione dei laptop ARM X1E basati su CPU Qualcomm. Il motivo della scelta, senza troppi giri di parole da parte dell’azienda, era stato indicato come una sostanziale incompatibilità con Linux.

Nel solco di questo genere di scelta si colloca la notizia che ci racconta Linuxiac a proposito di un nuovo radicale cambio nel progetto: la sostituzione della distribuzione base di TUXEDO OS, che fino ad oggi è stata Ubuntu, in favore di Debian Testing.

Nell’analizzare l’annuncio fatto da Tuxedo emergono parecchi aspetti rilevanti che aiutano a tracciare un sentimento sempre più diffuso che si può riassumere in questa frase: scegliere oggi Ubuntu significa adeguarsi ad uno standard che, per certi versi, limita la libertà e l’indipendenza tecnologica.

Ecco riassunte le ragioni illustrate nell’annuncio:

  1. Difficoltà tecniche con l’aggiornamento del software su Ubuntu LTS: la base stabile di Ubuntu LTS invecchiando rende difficile il backporting di software moderno e le dipendenze più recenti non sono disponibili o lo sono in versioni obsolete, complicando l’integrazione di software attuale. Per un’azienda che produce una distribuzione che vuole essere aggiornata ed innovativa avere librerie centrali non aggiornate come Qt (su cui si basa KDE) può causare il malfunzionamento di altri software dai repository Ubuntu.
  2. Snap sempre più pervasivo: Canonical sta distribuendo sempre più applicazioni esclusivamente come Snap, spingendo i tradizionali pacchetti DEB in secondo piano, rendendo difficile escludere Snap dal sistema. Ricorderete la diatriba in Ubuntu 24.04 dove era “impossibile” installare pacchetti .Deb.
  3. Piani sull’IA poco trasparenti: la roadmap sull’intelligenza artificiale annunciata da Mark Shuttleworth, per Tuxedo, è considerata non sufficientemente trasparente nella sua implementazione concreta.
  4. Lentezza negli aggiornamenti di sicurezza: l’articolo menziona la convinzione che gli aggiornamenti di sicurezza, a volte, impieghino più tempo del necessario per raggiungere gli utenti.

In tutto questo, passare a Debian Testing agevola in maniera enorme il lavoro dei tecnici Tuxedo per via della maggiore libertà e controllo offerta da Debian. La base molto più flessibile per il modello ibrido di rilascio (rolling + point release), garantisce maggiore libertà tecnica per l’evoluzione futura di TUXEDO OS ed a questo si aggiunge l’indipendenza. A differenza di Ubuntu, Debian non è controllata da una singola azienda, ma è sviluppata da una comunità globale, basata su principi consolidati come il Debian Social Contract.

In sintesi, la cosa che colpisce di più dell’annuncio di Tuxedo è che il passaggio a Debian è motivato principalmente da problemi tecnici il che, per una distribuzione come Ubuntu nata per migliorare gli aspetti critici di Debian, suona quasi grottesco.

C’è poi l’aspetto del disallineamento con la direzione strategica di Canonical. Se dei problemi e dei limiti di Snap abbiamo ampiamente trattato, senza mai fare mistero, la questione AI è più complicata. Quando lo scorso maggio abbiamo raccontato del futuro dell’AI in Ubuntu che, seppur nativo, si potrà disabilitare, ci era sembrato un corretto approccio, ma evidentemente quell’annuncio e le successive dichiarazioni di Canonical non hanno convinto Tuxedo.

Avanti con Debian quindi, per quella che viene indicata come una base più neutrale, flessibile e controllata dalla comunità.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
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