• La solidarietà digitale: tenersi occupati ai tempi del CoronaVirus
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    La solidarietà digitale: tenersi occupati ai tempi del CoronaVirus

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    State a casa. Se non dovete andare a comprare un disinfettante o una mascherina (ammesso che serva), state a casa. Il refrain, lo avrete sentito tutti, è questo. Fin dall’istituzione delle cosiddette “zone rosse”, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la Digitalizzazione ha avviato un’iniziativa a supporto proprio di queste aree per: lavorare da remoto, attraverso connettività rapida e gratuita e l’utilizzo di piattaforme di smart working avanzate; leggere gratuitamente un giornale anche senza andare in edicola o un libro senza andare in libreria sul proprio smartphone o tablet; restare al passo con i percorsi scolastici e di formazione, grazie…

  • Bottlerocket: la distro di AWS pensata per i container
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    Bottlerocket: la distro di AWS pensata per i container

    Forse la più grande forza del nostro amato sistema operativo è proprio la possibilità che offre a chiunque di essere personalizzato per le proprie esigenze. Questo ha portato grande varietà e, nella maggior parte dei casi, probabilmente se stiamo cercando qualcosa di specifico è già stato realizzato da qualcuno. Lo svantaggio, se escludiamo la frammentazione (ma quello è decisamente un altro discorso), è che a volte alcune di queste vengono abbandonate, generalmente per mancanza di tempo, reimpostazione delle priorità (per le distribuzioni commerciali) o semplicemente perchè c’è altro che fa lo stesso lavoro in modo migliore. E’ il caso di…

  • L’OpenSource ai tempi del CoronaVirus: gruppi di collaborazione, conferenze virtuali e un nuovo modo di vivere
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    L’OpenSource ai tempi del CoronaVirus: gruppi di collaborazione, conferenze virtuali e un nuovo modo di vivere

    Quando continuano a ripetere che dovremo cambiare il nostro modo di vivere per un po’ non scherzano. Il nuovo scenario prospettato dal Corona Virus è chiaro, il modo di incontrarsi e collaborare deve cambiare. Anzi, lo sta già facendo. Per chi come la maggioranza delle persone che frequentano questo blog vive di open-source l’incontro con il prossimo è parte integrante del processo produttivo. Certo possiamo ritenerci avvantaggiati nell’adozione all’approccio virtuale, ma non è così scontato. Di sicuro non è scontata la conversione di tutti gli eventi fisici, programmati in questo periodo e nell’immediato futuro, in virtuali. Eccone un elenco ricavato…

  • SETI@home è finito, ma esiste un modo per prestare la vostra CPU alla ricerca sul CoronaVirus: Folding@home!
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    SETI@home è finito, ma esiste un modo per prestare la vostra CPU alla ricerca sul CoronaVirus: Folding@home!

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    Quella di SETI@home è stata una storia ventennale. La partecipazione a questo progetto era semplice, nato nel 1999 come un sistema computazionale distribuito per consentire di processare l’enorme quantità di dati necessaria a capire se esiste intelligenza extra terrestre (SETI sta per Search for Extraterrestrial Intelligence), scaricando uno screensaver sul proprio sistema, quando questi veniva eseguito scaricava, processava e inviava i dati elaborati alla Berkley University. Pochi giorni fa questo laconico tweet ha annunciato la chiusura del progetto: Thanks to the many volunteers who have helped crunch data for SETI@home in the last two decades. On March 31, the project…

  • L’OS più vulnerabile è… Linux!
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    L’OS più vulnerabile è… Linux!

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    Ogni tanto escono quelle notizie che ci fanno tremare la terra sotto i piedi o che, in un modo o nell’altro, mettono a dura prova quelle che sono le nostre convinzioni. Da utente Linux da parecchi anni, una delle cose che ho sentito dire in maniera praticamente immutata da sempre è “Windows è super vulnerabile, Linux è molto più sicuro!”. Capita però che qualcuno, thebestvpn.com in questo caso, analizzi il National Vulnerability Database (Database delle Vulnerabilità Nazionale, ndr.) del National Institute of Standards and Technology in un’area di tempo decennale (dal 1999 al 2019) offrendo una visione leggermente differente da…

  • Anche la KubeCon rimandata di (almeno) tre mesi causa Corona Virus
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    Anche la KubeCon rimandata di (almeno) tre mesi causa Corona Virus

    Era chiaramente prevedibile: con annullamenti a tutto spiano di eventi sportivi, teatrali, cinematografici, fiere ed altro, poteva il più importante evento tecnologico del mondo open-source odierno non risentirne? Chiaramente no, e infatti la KubeCon, conferenza annuale in tema Kuberbenetes, è stata rimandata di almeno quattro mesi. Ma è tutto chiaramente subordinato all’evolversi della situazione poiché, come scrivono giustamente gli organizzatori nel post linkato: We expect that by mid-summer, there will be more clarity on the effectiveness of control measures to enable safe travel to industry events like this one. Ci aspettiamo che ora dell’estate ci sarà più chiarezza sull’effettiva efficacia…

  • L’intelligenza artificiale in aiuto per il CoronaVirus
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    L’intelligenza artificiale in aiuto per il CoronaVirus

    In questi giorni non si parla d’altro, ogni giorno veniamo sopraffatti dalla quantità di notizie che ci parlano dei nuovi casi, della gestione di questa crisi, e degli sviluppi che si stanno avendo in tal senso. Come abbiamo già trattato, l’allarme è stato sicuramente un modo per dimostrare che lo “smart working” è possibile e funziona, ma dalla Cina ci arrivano notizie riguardo quello che la tecnologia, e più precisamente le intelligenze artificiali, possono fare per dare una mano. E’ il caso di quanto comunicato da Alibaba Group in questi giorni via Twitter: The Jack Ma Foundation signed an agreement…

  • Netflix rende OpenSource Dispatch il proprio tool di incident management
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    Netflix rende OpenSource Dispatch il proprio tool di incident management

    Netflix, il gigante americano dello streaming video, ha reso open-source la soluzione di gestione degli incident che utilizza internamente, il suo nome è Dispatch. Nato inizialmente come gestore interno delle problematiche di sicurezza, il tool è stato man mano utilizzato in ambiti sempre più ampi, riguardanti qualsiasi tipo di crisi. In sostanza un “orchestratore” tra tutti i tool utilizzati dall’azienda (Slack, Jira, GSuite e altri) che permette agli operatori di focalizzarsi su ciò che è davvero importante, la risoluzione del problema. È basato su Python 3.7, FastAPI, l’interfaccia grafica è costruita con Vue.js e per il database è stato scelto…