Anche la California potrebbe rivedere la legge sul controllo dell’età delle distribuzioni Linux open-source

Nuove notizie arrivano in merito alla proposta di legge (Assembly Bill) AB 1043, nota formalmente come Digital Age Assurance Act, che impone la verifica dell’età nei sistemi operativi, un tema che ha parzialmente monopolizzato gli articoli del portale all’inizio di questa primavera.

La legge mirava a spostare la verifica dell’età online dai singoli siti web e app al livello del sistema operativo. Secondo la proposta originale, tutti i sistemi operativi (quindi distribuzioni Linux incluse) avrebbero dovuto richiedere l’età o la data di nascita dell’utente durante la configurazione del dispositivo, per poi trasmettere alle app e agli store una sorta di bollino d’età, diviso in “sotto i 13 anni“, “13-15“, “16-17” e “18+“.

Come ricorderete, dopo l’iniziale presentazione molte personalità di rilievo delle community open-source erano attivamente scese in campo per tutelare il lavoro dei volontari e dei contributori dei progetti ritenendo, a ragione, non potessero esistere i presupposti per applicare un’imposizione simile sulle distribuzioni Linux.

In chiusura dello scorso aprile il primo sviluppo concreto di queste azioni aveva portato lo stato del Colorado ad escludere le distribuzioni Linux open-source dal contesto coperto dalla legge. Principale fautore della correzione fu Carl Richell, il fondatore di System76, il quale, in diretto contatto con un senatore, aveva spinto prima e convinto poi la revisione.

Una delle riflessioni condivise nell’articolo era relativa all’applicazione limitata dell’esclusione delle distribuzioni open-source, poiché, come scritto, questa riguardava solo lo stato del Colorado ed i dubbi si ampliavano anche per via delle speculazioni in merito ad una presunta legge federale, riguardante quindi tutti gli Stati Uniti d’America, il cui scopo vorrebbe essere quello di tagliare la testa al toro e fornire un approccio globale e valido per tutti, indistintamente.

Di quella legge che potremmo definire al momento fantasma (vi è solo una sigla, H.R. 8250, che la identifica e nient’altro) non si è più saputo nulla, ma ci sono invece aggiornamenti a proposito dello stato della California.

Diverse testate online, vedi Phoronix e It’s FOSS, segnalano l’esistenza di una nuova proposta identificata dalla sigla AB 1856 e in fase di avanzamento nella legislatura della California che modificherebbe la precedente legge statale sulla verifica dell’età escludendo il software distribuito con licenze che consentono agli utenti di “copiare, ridistribuire e modificare il software”.

La modifica proposta parla specificamente di “Fornitore di sistema operativo” e quindi non include una persona o entità che distribuisce un sistema operativo o un’applicazione in condizioni di licenza che consentono a un destinatario di copiare, ridistribuire e modificare il software. In poche parole non include le distribuzioni Linux open-source che si basano da sempre su quei presupposti.

Il problema però, come fa notare Christine Hall di Foss Force, è che a rimanere esclusi da tutti questi discorsi rimangono i produttori di hardware con Linux preinstallato. Insieme ai “piccoli” System76 e Tuxedo ci sono Dell, Lenovo e tutti i grandi OEM (Original Equipment Manufacturer) che vendono Linux preinstallato e che dovrebbero investire per applicare sui propri sistemi la verifica dell’età, ma gli converrebbe? O forse è più probabile che tornino ad offrire solo macchine Windows?

E proprio System76 e Tuxedo, che hanno sempre messo Linux al primo posto, potrebbero pagare il conto più salato, proprio per via della limitatezza dei propri mezzi.

Insomma, la partita è tutta da giocare, ma quantomeno spiragli di luce si vedono nei legislatori, speriamo i produttori come System76 non gettino la spugna e continuino a lottare per far capire che, così come è stata formulata, questa proposta non va bene.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

19 risposte a “Anche la California potrebbe rivedere la legge sul controllo dell’età delle distribuzioni Linux open-source”

  1. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    Secondo la proposta originale, tutti i sistemi operativi (quindi distribuzioni Linux incluse) avrebbero dovuto richiedere l’età o la data di nascita dell’utente durante la configurazione del dispositivo, per poi trasmettere alle app e agli store una sorta di bollino d’età, diviso in “sotto i 13 anni“, “13-15“, “16-17” e “18+“.

    io continuo a non capire quale sia il problema di questa cosa. anzi è proprio una feature che non vedo l'ora venga integrata

    scritta cosi non cè nessuna verifica dell'eta, se in fase di configurazione dico che l'utente ha 245 anni verra passato questo dato. sta all'amministratore inserire o meno il dato corretto.

  2. Avatar Raoul Scarazzini

    Il problema è che è un adempimento obbligatorio che chi sviluppa le distribuzioni non ha modo di controllare. Lasciando da parte la questione etica, è un esborso di effort che aziende come System76 e Tuxedo non si possono permettere (e forse per le altre non ne varrà la pena).
    Microsoft e Apple quella cosa l'hanno già, perché è nel loro interesse profilare le utenze, mentre in Linux non c'è nulla di simile per lo stesso motivo: non è interesse di nessuno profilare.

  3. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    continuo a non aver capito. quale è il problema di inserire un nuovo campo in fase di creazione utenza in cui si puo scrivere qualsiasi cosa ?

    non mi pare che in nessun caso la legge abbia previsto una verifica del dato. ma solo l’inserimento in fase di creazione utenza

  4. Avatar Raoul Scarazzini

    Ma non è di "un nuovo campo in fase di creazione utenza" che si sta parlando, ma di verifica accertata, che sono due cose diverse.

  5. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    esattamente, ma il problema è che di verifica accertata io non ne trovo tracce nella legge presa in oggetto.

    da quello che ho trovato la legge prevede che il sistema operativo debba essere in grado di raccogliere il dato dell’età e di trasmetterlo alle app.

    non ho trovato da nessuna parte la questione della verifica accertata

  6. Avatar Autodelta85
    Autodelta85

    E' ovvio che partono soft per fartela digerire e poi…..sappiamo come andrà àa finire

  7. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    si ma a me la versione soft piace proprio. non vedo l’ora che arrivi su linux

  8. Avatar Black_Codec

    Il punto è che poi l'applicazione dovrebbe farsi carico di gestire il contenuto e il comportamento della stessa in base all'età… Cosa assurda onestamente

  9. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    e perchè ? non mi dispiacerebbe un browser che blocchi alcuni domini. o steam che applichi dei filtri

  10. Avatar Black_Codec

    Perché non è il compito del browser bloccare alcuni domini, stesso discorso su steam, quando registri l’account già dichiari l’età quindi perché dovrebbe farlo il client steam? Già lo sa il server

  11. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    dove avvenga il filtro non è in discussione, il punto è dove recuperare il dato.
    mi sembra una cosa talmente ovvia che non saprei come spiegarla.
    se lo fai tramite app (es. steam), l’utente semplicemente può cambiare il valore in ogni momento.
    se invece lo fai a livello di OS, e l’utente in questione non ha accesso a root quel valore può essere modificato solamente dall’amministratore del sistema

    poi riguardo il “non è il compito del browser bloccare alcuni domini”, e per quale motivo ?
    inoltre chrome lo fa già, se entri in un dominio nella lista di quelli legati al phishing già vieni bloccato

    il problema c’è solamente riguardo l’aspetto di verifica del dato, non la funzionalità in se

  12. Avatar Black_Codec

    Ma se installi il sistema operativo avrai la password di root no?! quindi che senso ha se posso dichiarare di avere 40 anni anche se ne ho 6? È lo stesso problema della dichiarazione di età nei siti porno etc… Il problema sono i contenuti remoti? Bene delega chi li gestisce non il mezzo. Parliamoci chiaro questa è la prima scusa per iniziare a designare il ruolo di controllore alle applicazioni, cosa che non è concettualmente corretta. La strada o la macchina sono strumenti dati a una persona, sta a lei comportarsi in modo onesto non alla macchina.

  13. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    scusa, ma ti si è chiusa una vena al cervello? sei a conoscenza che è possibile avere piu utenti nel computer ? e che è possibile dare accesso a root solo ad alcuni ?
    un bambino di 6 anni, probabilmente, userà il computer comprato dai genitori. quindi dare la possibilità ai genitori di creare al figlio un utente limitato non mi sembra una cattiva idea.
    una specie di parental control a livello di OS.

    per me i vincoli per considerare la funzionalità come cosa buona e giusta sono:
    – tutto deve essere in locale, in nessuno step del processo devono essere previsti servizi online di nessun tipo
    – tutto deve essere nelle mani dell’amministratore di sistema (senza nessun controllo superiore a lui)

  14. Avatar Black_Codec

    Intanto calmati… E poi di nuovo, io applicazione, browser o terminale ad esempio, che me ne faccio dell’età di chi mi usa? Quindi nel tuo ragionamento un figlio, che non ha credenziali root e che non può installare quindi app, se io gli inibisco l’accesso alle app che se ne fa del pc? Ipotizziamo che la tua sclerata abbia un senso io browser vedo che tuo figlio che ha 6 anni sta navigando su youporn, cosa dovrei fare? Bloccarlo? Quindi devo gestire un servizio di parental control? E per quale motivo? È il sito al più che dovrebbe assicurarsi che non arriva un ragazzo di 6 anni e dice “si ne ho +di 18″… Anche perché l’unico modo sarebbe che il browser comunica l’età dell’utilizzatore, e qui viene meno il discorso offline…
    Io sono genitore di un adolescente, vi pesa tanto controllare un cavolo di filtro dns che ormai tutti i modem hanno? Non dico neanche controllare vostro figlio visto che avete scelto di metterlo al mondo non è che diventa responsabilità del mondo ora …

  15. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    scusa per il tono del messaggio precedente ma le tue affermazioni mi sembrano cosi "forzate" che mi sono sembrate una provocazione, evidentemente ho interpretato male il messaggio, comunque continuo a non capire.

    ad oggi gia esistono applicativi o siti web che chiedono l'eta, quello che dico io è che questo dato dovrebbero richiederlo al sistema (OS > app > web)

    utente root: di fatto non cambierebbe nulla rispetto alla situazione attuale
    utente rootless: non avrebbe modo di passare un dato diverso da quello che è stato configurato dall'utente root per lui.

    ad oggi quando crei un account cè gia il campo nome in cui puoi scrivergli quello che vuoi, sarebbe un campo in piu gestito in modo analogo

    la questione filtro dns non ha senso per 2 motivi. non è una cosa fattibile per persone normali e sopratutto non è differenziabile per utente

  16. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    riguardo la questione silent proxy, non saprei, è la prima volta che sento nominare la cosa, in ogni caso sono daccordo con te che sia fuori argomento

    ad oggi quando un sito web vuole la tua posizione geografica il browser chiede la conferma all'utente, per come la vedo io sarebbe la stessa cosa.
    in questo caso il browser a sua volta si appoggierebbe ad un servizio dell' OS in modo che la validità del dato dipenda dall'amministrazione del sistema che nella mia ottica deve avere libertà assoluta di inserire anche che sei nato nel 1754. ovviamente il OS deve esporre solo la fascia PEGI o equivalente

    in questo modo si evitano servizi di verifica età realmente invasivi e lesivi della privacy e si offre un servizio che secondo me a livello di principio generale ha la sua utilità

    il vantaggio di questo sistema è che se io amministratore del PC, non sono condivido questa politica semplicemente posso inserire la data che voglio per l'account di mio figlio.

    praticamente permette ai genitori di fare i genitori scegliendo cosa fare, ed inoltre evita tutti le complicazioni di cose simil eidas/spid/cie.

    e copre anche la casistica di PC ad uso pubblico (tipo biblioteca) in cui vai a configurare un età generica di 3 anni per l'utente pubblico

    praticamente non andando a fare una verifica del valore piu che il valore legato alla persona diventa soltanto un valore generico legato all'account

  17. Avatar Black_Codec

    Solo un punto, ci sono filtri dns (o meglio silent proxy) che fanno esattamente quello, differenziano per utente, ma tralasciamo non è questo l’argomento (solo per chiudere lo puoi anche acquistare come servizio).
    Ragioniamo su quello che scrivi, io apro il browser e un sito mi invia la richiesta di età, perché? Quindi già diventa responsabilità del browser o dell’os dire “ehi chiedono la tua età”… E non è offline la cosa perché anche ammesso che ci sia un popup o quel che vuoi che sia, stai dando l’informazione al sito che ne farà esattamente quello che potrebbe farne adesso con una registrazione, atto consapevole.
    Il mio timore non è il campo in più ma la delega della gestione del campo, io browser sono un intermediario e non dovrei mai prendermi responsabilità che non mi competono, io os sono responsabile del dato gestito su questi pc non dell’utente. Vuoi identificare e autorizzare l’accesso ai contenuti? Bene fallo con altri metodi, cieid ad esempio in italia, ma anche eidas etc… Ci sono servizi preposti che oltretutto possono tutelare l’accesso alle informazioni e sono anche gratuiti, quindi perché demandare l’onere e la colpa all’applicazione prima e all’os dopo?

  18. Avatar Black_Codec

    Già la cosa del chiedere il pegi è diverso da avere un check dell’età, e comunque la posizione è derivata dall’ip e non è un dato sensibile. Il pegi in realtà ti espone il dato sensibile che è l’età….

  19. Avatar Alessandro Scarozza
    Alessandro Scarozza

    non lo definirei sensibile se non è un dato verificato

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